martedì 25 giugno 2024

Piranha 3DD (2012)


Strippers e pesci assassini!

Il cinema di John Gulager è puro cinema d'avanzi, proprio come recita il secondo capitolo della trilogia di Feast, appunto Sloppy Seconds. Ricicla, impasta, rifrigge gli ingredienti dei suoi film precedenti, in questo caso il remake a cura di Alexandre Aja, e come nel menù di mezzogiorno di qualsivoglia hostaria/trattoria che si rispetti propone una "pasta pasticciata" che potrà risultare indigesta per alcuni e saporita per altri.

Come e più del film precedente, tette, culi e fighe dominano la scena. Ma non si scopa. Mai. E quando si chiava deve per forza succedere qualche cosa di brutto. La chiave di volta (perdonate l'espressione) per comprendere l'operazione è appunto la scena centrale del film in cui la bella Shelby (Katrina Bowden, molto figa) è sdraiata sul letto, ovviamente in lingerie bianca. E' triste e spaventata perché sa che i terribili piranhas che l'anno prima avevano combinato quel gran casino al Lake Victoria, sono ancora vivi e sembrano intenzionati a marcare con il sangue l'apertura di un nuovo parco acquatico "a tema", nel senso che il vecchio David Koechner ha adibito una sezione del parco a vero e proprio bordello con tanto di strippers ucraine e telecamere "inguinali" strategicamente piazzate sulle scalette della piscina. Bene. Bisogna pure dire che la bella Shelby ha già avuto un "incontro ravvicinato" con i pesciolini, mentre si faceva un bagno di mezzanotte con il proprio ganzo. Sta male, Shelby, vomita, è paranoica perché non vuole morire e, soprattutto, non vuole morire vergine. Quindi, tra le lacrime, prega il suo fidanzato di deflorarla. Con tanto di inquadratura sulla passera di Shelby, nascosta dalla biancheria intima immacolata. Tutto vero. Quando i due cominciano a darci dentro alla grande, ecco che qualcosa comincia a muoversi sottopelle, nella zona pubica di Shelby. A questo punto il movimento pelvico di Josh (Jean-Luc Bilodeau) si interrompe improvvisamente. S'interrompe perché qualche cosa gli ha appena addentato il cazzo e quando si stacca si ritrova un piranha abbarbicato all'uccello.

Questo è il tenore dell'opera. Che sembra più un film straight-to video che un film da proiettare in sala. Soprattutto con l'arrivo di David Hasselhoff nel ruolo di David Hasselhoff, chiamato come guest-star celebrante l'apertura del parco, che ruba tutto quanto il secondo tempo, non lasciando spazio a nessuno degli anonimi del trecento che si agitano sullo schermo, Ving Rhames senza gambe e con le protesi/cannoni a parte. E a parte pure la Bowden deflorata dal pirahna e Danielle Panabaker, che ha 24 anni ma ne dimostra quindici. Dei piranhas gommosissimi e farlocchi e del 3D da terzo mondo non può più fregare niente a nessuno. Gulager gioca pure contro se stesso. Un suicidio commerciale che profuma di Troma, talmente "indecente" da essere quasi sublime  per come cannibalizza il remake di Aja, che a sua volta cannibalizzava il film di Joe Dante.

Chi ne abbia voglia, si sieda a tavola e faccia l'ordinazione. Ci sono pure Gary Busey e Clu Gulager (il padre del regista) che fanno saltare in aria una vacca morta e flatulenta. Consigliatissimo. Il film dura solamente un'ora e dieci, più dieci minuti di bloopers, cazzate varie e David Hasselhoff  con tridente starring in Fish Hunter. Mè cojoni.



Originariamente pubblicato l'8 giugno 2012.

sabato 18 maggio 2024

Brawl in Cell Block 99 (2017)

 


Grande carcerario con Vince Vaughn e Don Johnson.


C'è un nuovo sceriffo in città e il suo nome non è Reggie Hammond ma S. Craig Zahler, un figlio di puttana dal grande talento che non ha paura di sporcarsi le mani con storie truci e violente direttamente riconducibili ad un animale braccato e in via di estinzione, ovvero il cinema di (quasi) puro genere, certo non privo di contaminazioni, ma lontanissimo da insopportabili destrutturazioni o tentativi di elevare la materia nei ranghi del cinema arty, così tanto per lavarsi la coscienza.

Sul suo esordio, il weird western Bone Tomahawk si è scritto tutto e il contrario di tutto, per cui meglio non aggiungere un trombone all'orchestra, questo Brawl in Cell Block 99 è un film carcerario di rara potenza e drammaticità che ho apprezzato fin dalle prime inquadrature, dichiarandogli poi amore incondizionato allo scorrere dei titoli di coda. Bradley (non Brad, occhio)  Thomas è un duro di quelli da lasciare in pace, uno che è meglio non fare incazzare. Fin qui, tutto bene. Si dà il caso che sia pure il corriere di un grosso spacciatore in procinto di mettersi in affari con il Cartello, ma durante una consegna va tutto a puttane e Bradley finisce in galera, lasciando sola la moglie incinta. Quello che segue è un classico racconto di vendetta che Zahler conduce con mano che più sicura non si può, sbattendosene allegramente le palle di plausibilità e senza alcuna paura nell'utilizzare effetti prostetici quando si tratta di sfondare teste e sfigurare carcerati.  

Vince Vaughn è il centro focale del film, una macchina da guerra inarrestabile pronta a prendere a calci in culo tutti quelli che gli sbarrano la strada, un grizzly umano che è davvero valore aggiunto ad un racconto tanto semplice quanto efficace nel mettere in scena una storia già vista e sentita fino allo sfinimento; si vede che Zahler è prima di tutto un romanziere, per cui costruisce il suo castello non con la sabbia ma con il cemento armato, prendendosi i tempi giusti senza soffocare lo spettatore con un montaggio ipercinetico, mantenendo il controllo soprattutto durante le scene di combattimento e lasciando il magnifico Bradley Thomas di Vaughn quasi sempre al centro dell'attenzione, potendo contare pure su un cast in grande spolvero, con l'untuoso Udo Kier, la bravissima Jennifer Carpenter nel ruolo della moglie di Vaughn e un grande, grande Don Johnson armato di cigarillo nei panni del Direttore Tuggs, un bastardo se possibile ancora più freddo e cinico dello stesso Thomas. 

Una festa per gli appassionati di certo cinema che fa rima con Siegel, Hill, Eastwood, Friedkin, William Witney,  in parte Lumet e tutto quello che si può desiderare da un film che si intitola Brawl in Cell Block 99. Zahler non spara mica cazzate. Quasi un capolavoro, cazzo. INTERPRETI: Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson, Udo Kier, Marc Blucas, Willie C. Carpenter, Mustafa Shakir.

Originariamente pubblicato su L'Osceno Desiderio il 29 ottobre 2017.

29 ottobre 2017 (c) Belushi

giovedì 8 febbraio 2024

Quiet Cool (1986)


Dritto dritto dagli anni ottanta arriva questo Quiet Cool, pellicola non molto conosciuta ma non per questo meno esploitativa. Anzi, gli amanti dell'action ottantesco lo conosceranno senza meno. Chi scrive lo ricorda con molto piacere, non guilty, ma puro piacere derivante da una messa in scena con tanta voglia di western (vi ricordate pure Malone (1987) di Harley Cokeliss con Burt Reynolds e Cliff Robertson) e grande lavoro da parte degli stunmen, senza CGI a rompere le palle.

James Remar, proprio lui, il mitico Ganz di 48 Ore (tra le altre tantissime interpretazioni of course, da Cruising al sodalizio con Walter Hill), interpreta un poliziotto in quel di New York, tale Joe Dylanne, uno che ama cavalcare la motocicletta pure nel cesso, infatti lo vediamo arrestare uno scippatore su pattini giusto all'inizio, con inseguimento per le strade della Grande Mela e giù per la subway, ma non è questa la storia principale. Infatti il film prende le mosse da un vero e proprio massacro compiuto da una banda di bastardissimi coltivatori e spacciatori di marijuana, guidati da Nick Cassavetes, che fanno fuori un pericoloso testimone e anche una famigliola di hippies che si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Gli spacciatori (in formazione da fumetto, con immancabile albino freddo e spietato e anche il vecchio Chris Mulkey di Rambo) ammazzano senza pietà il padre, la madre e tentano di chiudere la bocca pure al giovane Joshua Greer (Adam Coleman Howard, poi in Schiavi di New York di James Ivory); lo trascinano legato ad una corda con una motocicletta per poi gettarlo da un dirupo, ma il bastardello non muore. La sorella Kathy (Daphne Ashbrook, sorella di Dana, il Bobby di Twin Peaks, molto figa) chiama preoccupata il suo ex, naturalmente Joe lo sbirro, per chiedergli di investigare sulla sparizione della famiglia. Il vecchio Joe non se lo lascia dire due volte e parte per la California (si girò all'Henry Cowell Redwoods State Park, Fenton CA), dove troverà pane e formaggio per i suoi denti.

Produzione New Line Cinema targata Robert Shaye  (cameo nel ruolo di un meccanico) che mantiene tutto quello che promette, pestaggi, omicidi, sparatorie e grandi performances degli stuntmen che non si risparmiano in evoluzioni motociclistiche e cadute spettacolari (grandi tutti gli inseguimenti nel bosco e, soprattutto, l'attacco alla casupola con il tronco d'albero trascinato dalla jeep), valore aggiunto ad una pellicola semplice e godibile, condotta con mano sicura da Borris (tipo strano, di origini canadesi, che esordì con un film autobigrafico Alligator Shoes per poi finire nel girone televisivo) autore di un solido b-movie ottantesco con tutti i luoghi comuni e le ingenuità del genere al loro posto. Tutto ciò potrebbe sembrare un male ma, a conti fatti, non lo è. Il pistolero solitario che arriva nel borgo per salvare la fanciulla in pericolo sarà sempre la solita vecchia storia trita e ritrita, ma funziona, soprattutto se servita con un certo gusto per la citazione western. Il finale, in questo caso, è tutto un programma con l'arrivo dei due eroi/sopravvissuti nel centro della cittadina con armi i pugno e i cattivi che li aspettano per la resa dei conti. Una dichiarazione di intenti, vera e propria, a cui il sottoscritto non può resistere. C'è poco altro da aggiungere. Cassavetes di nero vestito, non pronuncia quasi parola, ma va bene così. Ci sono pure la vecchia Fran Ryan e Jared Martin, che fu il protagonista de I Guerrieri dell'anno 2072 (1984) e di Aenigma (1987) di Lucio Fulci, senza contare una valanga di apparizioni nei serial TV statunitensi, da Dallas a Mike Hammer e altri millanta titoli. Consigliatissimo. Musiche con tastiere e fiati molto eighties dello specialista Jay Ferguson (ex-membro dei mitici Spirit di Randy California, R.I.P) con Joe Lamont che canta la title-track Quiet Cool sui titoli di coda. Dvd della Image Entertainment, NTSC, Region 1, ratio 1.78:1, Dolby Digital 1.0 del 2006.

giovedì 18 gennaio 2024

VICE SQUAD (1982)


 Grandissimo poliziesco del grande e troppo sottovalutato Gary Sherman.

Volete mettere il titolo della distribuzione italiana con il pur efficace VICE SQUAD? Niente da fare, nun se batte. E non si batte neanche il film, che è uno tra i più brutali e sincopati polizieschi made in USA realizzati negli anni ottanta.

Merito del regista Gary A. Sherman, uno abituato a girare horror (Non prendete quel metrò/Raw Meat [1973] con Donald Pleasence e Morti e sepolti/Dead and Buried [1981] bellissimo, ma che ve lo dico a fare) che possiede la mano giusta per affrontare il genere noir/poliziesco senza indugi o timidezze da scolaretto. Anzi. Il grande Wings Hauser farà passare una notte tragica al povero poliziotto Gary Swanson ma soprattutto alla sfortunata prostituta Princess (Season Hubley, ex-moglie di Kurt Russell, quella che viene trascinata nelle fogne in 1997 Fuga da New York).

Sherman dispensa a piene mani dosi di violenza e sadismo e va oltre gli steccati del "genere" scatenando un sublime villain psicopatico come il Ramrod di Hauser (carriera sterminata tra cinema e televisione, protagonista pure di un misconosciuto cult come Mutant/Night Shadow [1984] di Mark Rosnan che fu sostituito dal mitico John "Bud" Cardos), talmente cattivo, spietato e indistruttibile da far credere allo spettatore di essere stato scagliato in uno slasher violentissimo. Guardatelo quando colpito, investito, sparato ancora non muore.

Splendida fotografia notturna di John Alcott e atmosfera fumosa e malsana, di quelle possibili solo negli anni ottanta. Bellissimo, cultissimo, questo Vice Squad è merce rara per l'appassionato e amante di polizieschi americani , quelli veri, duri e puri. Da vedere e toccare con mano. Una grande firma Sherman, dopo arriveranno Wanted -Vivi o Morto (1986) con Rutger Hauer e Gene Simmons e lo sfortunato Poltergeist III (1988). Dvd della benemerita Starz/Anchor Bay del febbraio 2006 NTSC Region 1, 1.85:1. Consigliatissimo. Diverse scene della pellicola sono state editate nell'antologico Terror in the Aisles (1984) di Andrew J. Kuehn.