venerdì 3 giugno 2011

LET MY PUPPETS COME (1976) Gerard Damiano



Se pensavate che Peter Jackson avesse già fatto piazza pulita nel genere marionette sporcaccione con "Meet The Feebles", allora non vi siete imbattuti in questo "Let My Puppets Come". Se poi andate a guardare il nome del regista, potete cancellare eventuali dubbi con un bel colpo di spugna. Nella decade che ha visto la nascita e l'affermarsi della Golden Age of Porn, i registi piu' iconoclasti si sono spesso cimentati in riletture "azzardate" dei grandi classici del cinema, vedi Metzger con "The Opening of Misty Beethoven" o Bud Townsend con "Alice in Wonderland: An X-Rated Musical; Gerry Damiano, da par suo,  gioca con il titolo di una rappresentazione teatrale di grande successo in quel periodo, il musical "Let My People Come" di Earl Wilson Jr, che già si presentava come un "Sexual Musical" ispirato al celebre "Oh, Calcutta!"; decide però di realizzare il film con delle marionette, per parodiare il "Muppet Show" di Jim Henson che, in quel periodo storico, cominciava a diventare appuntamento di culto per gli spettatori americani (i Muppets parteciparono alla prima edizione del "Saturday Night Live" e a parte della seconda).  Naturalmente il buon Damiano non resiste alla tentazione di trasformare il progetto in un film hard a tutti gli effetti. Solo che sono i "Muppets" ad esibirsi in prestazioni a Tripla X. Il tutto senza vergogna davanti alle cineprese. Ma, attenzione, non si tratta di una sterile sequenza di loops montata per ottenere un metraggio sufficiente. Tutt'altro. Si tratta di un vero e proprio musical,  diviso in atti, che racconta le peripezie di un gruppo di produttori televisivi indebitatosi con la mafia; per far fronte alla prospettiva di essere tutti quanti seppelliti vivi nel cemento, i tre producers accettano il suggerimento del factotum Jimmy, ovvero realizzare un porno per mietere subito i profitti sufficienti a pagare Mr. Big ( il midget Luis De Jesus, nientemeno che Ralphus in "Bloodsucking Freaks"). La pellicola entra effettivamente in produzione e, in mano ad un regista felliniano, arriva a vincere l'Oscar , ritirato da Damiano in persona. Che dire. Chi scrive ritiene Gerry Damiano uno dei grandi autori dei seventies, e la pellicola in esame riconferma il grande, grandissimo talento di un cineasta rimasto sempre ancorato all'affaire "Deep Throat", ma capace di adattare il suo cinema al melodramma, alla commedia brillante, financo all'horror ("Legacy of Satan") con grande disinvoltura e cura dei dettagli tecnici (i film hard di Damiano sono fotografati e montati con una competenza che niente ha da invidiare al mainstream). Valore aggiunto  il grande sottotesto ironico che pervade tutto quanto "Let My Puppets Come"; vedere il riferimento ai mafiosi della Bryanston che letteralmente gli scipparono "Gola Profonda" minacciandolo di morte,  sottile,  ma neanche tanto. La Mafia diventa a conti fatti il produttore esecutivo del musical e finanziatrice occulta alle spalle dei protagonisti, i quali verranno estromessi dal successo economico del film, come accadde al regista stesso che non vide mai un cazzo di dollaro e rischiò di venire pure carcerato per oscenità.  Un'altra storia. Quindi, se amate le marionette, soprattutto quelle molto disinibite, questo  film  fa per Voi. Diciamo pure che la pellicola funziona anche come incunabolo per certo cinema demenziale che si farà strada proprio negli anni a venire, in particolare "Ridere per Ridere" di Landis, con cui condivide i beffardi spot pubblicitari piazzati nel corso della narrazione che prendono allegramente per il culo il product placement. Vi aspettano una infermiera molto disponibile, un cane molto devoto alla padrona e pure Geppetto e la sua dolce creatura, ivi ribattezzata Pornocchio! Date una chance a questi pupazzi. Se la meritano. O no? INTERPRETI: LUIS DE JESUS, GERARD DAMIANO, LYNETTE SHELDON, PENNY NICHOLS, AL GOLDSTEIN, VIJU KREM.

 

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