giovedì 26 maggio 2011

WILD BEASTS - BELVE FEROCI (1984) Franco Prosperi

 



Violentata dall'uomo la natura si ribella!". La tagline già introduce il clima "bestiale" che si respira nel film di Prosperi che, senza troppi giri di parole, per chi scrive rimane e presumibilmente rimarrà il miglior animal attack mai prodotto con capitali italiani. Non che ci volesse molto. Vero. Il fatto è che la pellicola in questione da parecchi punti anche a diverse produzioni straniere della decade presa in considerazione (un nome su tutti GNAW: FOOD of THE GODS II) sia perché girata in stato di grazia, sia perché il lavoro svolto dagli addestratori (Pasquale Martino e Giancarlo Triberti del Circo Tribertis) è qualcosa che va oltre, nel senso che gli animali fanno davvero paura e interagiscono con gli attori in maniera straordinaria.

Anzi. Surclassano la fauna umana di diverse misure. Ok, c'è il grande Ugo Bologna nel ruolo del commissario che non ha bisogno di nessun difesa. Ci sono però John Aldrich e Lorraine De Selle (in assoluto una delle mie attrice preferite, la ragazza nuda in DOVE VAI IN VACANZAUNA DONNA DI NOTTEGARDENIA : IL GIUSTIZIERE DELLA MALA per non parlare di VACANZE PER UN MASSACRO dell'amatissimo Di Leo) che fanno la figura di statue di sale messe di fronte alle cineprese. Ma va bene così, non si può avere tutto e quando abbiamo una scena come quella del ghepardo che insegue il maggiolino a tutta velocità in pieno centro di Francoforte, allora è inutile battere i piedi per terra e lamentarsi di quanto sono cani gli attori, perché Prosperi è in palla e, oltre al ghepardo, scatena ratti, tigri, leoni, pantere nere, elefanti e orsi polari (veri) contro i poveri protagonisti del film, letteralmente sbranati, dilaniati, schiacciati (la scena con l'elefante) e ridotti in poltiglia on screen, grazie agli effetti speciali del grande Maurizio Trani e a quelli meccanici di Alvaro Passeri.

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mercoledì 25 maggio 2011

METTI LO DIAVOLO TUO NE LO MIO INFERNO (1972) Bitto Albertini

 




Decamerotico di grande successo diretto da Adalberto Albertini (nome tutelare del bis nostrano) che generò anche un seguito quasi immediato: "...e continuavano a mettere lo Diavolo ne lo Inferno" (1973).

Protagonista della pellicola è Antonio Cantafora (ovvero il Michael Coby di "Simone e Matteo" nelle imitazioni della coppia Hill-Spencer) qui nelle vesti di Ricciardo, pittore con una spropositata passione per il gentil sesso, ivi rappresentato dalle splendide Margaret Rose Keil e Melinda Pillon. Gradiente erotico superiore alla media del genere e scene piuttosto forti (vedi l'amante che riceve in piena faccia le evacuazioni del marito cornificato) a rimpolpare una commedia tipica della produzione italiana dei settanta che sfruttò con estrema spregiudicatezza il successo dei prototipi pasoliniani.

Solita parata di caratteristi pronti alla bisogna, su tutti Fortunato Arena e Roberto Danesi/Robert Dannish, con Piera Viotti e Renate Schimdt a fortificare il fortino bis che tanto successo conobbe nella stagione 1972/73 e 1974/75. Non siamo né i primi né gli ultimi a tirare fuori dal cilindro il decamerotico, genere che ha i suoi estimatori, io sono tra questi naturalmente, ma impossibile non spendere due parole su una serie di pellicole, con alti e bassi, alcune più becere, altre meno, inevitabilmente identificate con "Quel Gran pezzo dell'Ubalda..." di Mariano Laurenti, che non fu il prototipo ma che arrivò, anzi, quasi a fine corsa. Questo "Metti lo Diavolo..." è uno dei migliori e più divertenti esempi del famigerato genere, con tanta carnassa esibita e sesso gioioso e liberatorio in compagnia di mogli, mariti cornuti, frati e mignotte travestite da suore, quindi tutto "materiale" consueto in una filiera che può annoverare titoli come "Come è bella la Bernarda tutta nera e tutta Calda" (1973) di Lucio Giachin, mica bruscolini.

Splendida Margaret Rose Keil, praticamente abbonata al genere con sette film all'appello, qui nel ruolo di Amalasunta, valore aggiunto, e non poteva essere diversamente vista la bellezza delle colleghe nelle pellicole coeve, ad una pellicola divertente e divertita, che non pretende di essere un capolavoro ma solo sano e puro genere di consumo. Da vedere, così come altri titoli del franchise (specialmente quelli di Mino Guerrini), tra i quali si annida pure un capolavoro come "Storie Scellerate" del "nostro" Sergio Citti. Senza dimenticare, ma che ve lo dico a fare, la Trilogia della Vita.

Molto belli i titoli di testa disegnati (pare da un  Mordillo uncredited) con colonna sonora nientemeno del Maestro Stelvio Cipriani e stornelli cantati da Gianni Musy. Qualcuno, da qualche parte, ha detto che non meritano nemmeno di essere citati, quindi:

'Però che la donna sia bassa,
magra oppur grassa

questo ci sta.
Si sa, tra bionda e castana
qualcuna è puttana
ma questo che fa!'

Dopotutto, siamo sempre in ambito boccaccesco.


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venerdì 20 maggio 2011

MAD DOG MORGAN (1976) Philippe Mora

 


Incredibile western australiano, completamente rimosso dalla critica ufficiale. Non aspettatevi epiche cavalcate o sparatorie a mezzogiorno, qui siamo da un'altra parte, direi proprio in un altro pianeta. A Mora ( si, proprio lui, il regista di quel delirio assoluto di "HOWLING 2") non frega un cazzo di portare avanti una storia che abbia un minimo di linearità; gli bastano i primi piani dei suoi straordinari protagonisti, gli splendidi paesaggi australiani e la violenza cieca e insensata che si respira nell'outback del 1865, anno in cui (il 9 aprile) viene ucciso il famigerato bush-ranger Daniel Morgan, portato sullo schermo dal grande Dennis Hopper (visibilmente strafatto e ubriaco per tutto il film). bravissimo Hopper e bravissimo il comprimario David Gulpilil ("L'ULTIMA ONDA" di Peter Weir, "THE PROPOSITION di John Hillcoat) autore anche della colonna sonora "tribale" che accompagna il protagonista verso  il suo appuntamento con la morte. Selvaggio, psicopatico o spirito libero? Hopper trasporta il Billy di "Easy Rider" nelle terre d'Australia, tanto che questa pellicola pare la "versione alternativa western" del capolavoro di cui sopra. Non c'é nessuna battaglia morale tra il bandito e i suoi inseguitori, viscidi e disgustosi, che disquisiscono amabilmente durante il pranzo sulla reale possibilità che Morgan possa essere metà uomo e metà bestia. Violento (le scene nel carcere-lager) e sgangherato, questo "Mad Dog Morgan" una visione la merita. Anche se irritante e disequilibrato. Non spaventatevi di vedere comparire il marchio della Troma in relazione a questo film. Kaufman e compagni sono stati gli unici a crederci. Tratto dal romanzo di Margaret Carnegie "MORGAN: THE BOLD BUSHRANGER"INTERPRETI: Dennis Hopper, David Gulpilil, Jack Thompson, Frank Thring, Michael Pate, Wallas Eaton, Bill Hunter, John Heargreaves, Martin Harris, Robin Ramsay.


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giovedì 19 maggio 2011

GALAXINA (1981) William Sachs

 




Il film più famoso della povera Dorothy Stratten, Playmate of the Year 1980. Una simpatica parodia di Star Wars, Alien e altro materiale fantascientifico allora in voga, cortesemente offertaci da William Sachs, famigerato artefice di "THE INCREDIBLE MELTING MAN". La pellicola di Sachs è assolutamente innocua e il gradiente erotico piuttosto basso, nonostante la presenza mercuriale della splendida Stratten, androide femmina che prova attrazione sessuale per il Sgt. Thor (?) interpretato da Stephen Macht. Godibile e spassoso se non ci si ferma a interrogarsi sulla fine della Stratten, uccisa senza pietà dal marito Paul Snider (suo sedicente mentore) geloso per la relazione nascente tra la playmate ed il regista Peter Bogdanovich. Altro che sexploitation. DVD della benemerita Rhino Video, Widescreen letterbox 2.35:1, Region 1.

REGIA: William Sachs. SCENEGGIATURA: William Sachs. FOTOGRAFIA: Dean Cundey. MONTAGGIO: George Berndt, George Bowers. INTERPRETI: Dorothy R. Stratten, Stephen Macht, Avery Schreiber, J.D. Hinton, Tad Horino, Lionel Mark Smith, Ronald Knight, Angelo Rossitto.

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lunedì 9 maggio 2011

THE WIZARD OF GORE (2007) Jeremy Kasten

 



Crispin Glover è un pazzo scatenato. Chi meglio di lui poteva portare sullo schermo l'illusionista degli illusionisti, il celeberrimo Montag The Magnificent? Nessuno. Ed infatti ecco a Voi il remake del classico blood and gore di H.G. Lewis, a cura del bravo Jeremy Kasten, già autore di The Attic Expeditions. Cinema weird allo stato puro, calato in una dimensione dove il presente e il passato si confondono, disorientando lo spettatore meno incline a lasciarsi trasportare dalle sanguinose illusioni del protagonista.

Un film lontanissimo dal teen horror (anzi, proprio agli antipodi) spesso proposto dalla Dimension, che potrà piacere agli amanti dell'horror meno standardizzato. Prendere o lasciare, insomma. Chi ama la sregolatezza di Glover avrà parecchio da divertirsi, per contro, chi lo giudica troppo eccessivo e gigione, si potrà consolare con Bijou Phillips, Jeffrey Combs, Brad Dourif ed il redivivo Joshua Miller di Class of 1999. Se non vi piace nessuno, allora non ci posso fare niente. Fine. 

Blu-ray uncut special edition del 2007 a cura della Euro Video, Region Free e DVD della Dimension Films, ratio 1.85:1, Region 1.

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lunedì 2 maggio 2011

Phase IV (1974) Saul Bass

 


Imprescindibile capolavoro di Bass.

La classe non è acqua. Strepitoso Eco-vengeance firmato dal più grande titolista di tutti i tempi. Una razza di formiche super-intelligenti dichiara guerra all'umanità. Le difese crollano, solo un terzetto di sopravvissuti, rifugiatosi in un laboratorio in pieno deserto, tenterà di fronteggiare la terribile minaccia.

Basterebbe la presenza di Lynne Frederick (bellissima attrice, ex moglie di Peter Sellers, morta a soli 39 anni per problemi di alcool)  ad elevarlo nell'olimpo dei titoli degni di recupero, ma si farebbe un torto a Saul Bass che sa benissimo cosa e come raccontare; bastano pochi elementi per rappresentare la fine dell'uomo e saturare l'atmosfera con un palpabile senso di morte e desolazione. La visione del regista è agghiacciante e si avvicina a certo cinema catastrofico possibile solo nei seventies che ha in No Blade of Grass (2000 La fine dell'uomo [1970] di Cornel Wilde) il punto più alto e cupo.

Non a caso i protagonisti principali di questa pellicola (Nigel Davenport e la Frederick) ritornano nel film di Bass che rimane l'unico lungometraggio prodotto dall'artista originario del Bronx. Guardatevi  l'incipit. Quanto di più lontano dal "gigantismo" di Bert I. Gordon si sia mai girato nei selvaggi settanta. Per chi scrive capolavoro. INTERPRETI: Lynne Frederick, Michael Murphy, Nigel Davenport, Alan Gifford, Robert Henderson, Helen Horton.



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